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L’arte dei giardini, è
stato detto, somiglia straordinariamente alla poesia: il poeta fa
con le parole ciò che il giardiniere fa con le piante, i
cespugli, i fiori, le acque, le statue. Comune alle due arti è
l’impulso a creare un’ “armonia delle cose”,
un luogo in cui vivere che sia anche specchio fedele del proprio
sé più profondo ed autentico. Il
pensiero corre subito al Vittoriale
degli Italiani, la cittadella di Gardone Riviera ove Gabriele
d’Annunzio approda nel 1921 per poi stabilirvi la sua ultima
dimora, che concepisce come un mausoleo della propria prodigiosa
avventura di artista e di eroe.
Al pari dei chimerici interni della
Priora, l'abitazione privata di cui egli progetta nel minimo dettaglio
l'arredamento stravagante e favoloso, anche i nove ettari di verde
digradanti sul lago della cittadella gardonese sono oggetto di un
accuratissimo allestimento d’autore. Concepito dal poeta come
naturale integrazione delle strutture abitative e monumentali, il
Giardino del Vittoriale è luogo dove natura
e arte si compenetrano, dove ogni pianta, fiore, frutto o scultura
è simbolo, allegoria, allusione.
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