Fondazione André Heller

Riprendendo i giardini dell'Asia orientale con la loro predilezione per la natura figurativa, anche il Giardino Heller ospita una bambusaia, luogo di pace e meditazione. L'ingresso conduce ad un portale cinese dove si arriva solo dopo aver compiuto il battesimo d'immersione.

Due teste di bronzo da cui schizza l'acqua permettono di vivere con maggiore intensità il silenzio improvviso, interrotto solo dal costante tocco dello Shishi Odoshi. Attraversando il portale si giunge in un altro giardino, anzi in un altro mondo. Altre attrazioni sono il campionario di felci, poi alberi secolari ed esotici, palmeti, nonché aree libere come il giardino della meditazione con oggetti d'arte selezionati, sculture indiane e marocchine.

Oltre il ponticello del Lago Malo è collocata una statua di Ganesh, divinità indù con la testa di elefante ai cui piedi ci sono sempre incensi accesi, cibo e doni. Un giardino in cui si mescolano ambienti diversi, ma dove l'obiettivo della naturalezza e dell'amore paesaggistico e naturalistico diventa l'elemento unificante.

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