Riprendendo i giardini dell'Asia
orientale con la loro predilezione per la natura figurativa, anche
il Giardino Heller ospita una bambusaia, luogo di pace e meditazione.
L'ingresso conduce ad un portale cinese dove si arriva solo dopo
aver compiuto il battesimo d'immersione.
Due teste di bronzo da
cui schizza l'acqua permettono di vivere con maggiore intensità
il silenzio improvviso, interrotto solo dal costante tocco dello
Shishi Odoshi. Attraversando il portale si giunge in un altro giardino,
anzi in un altro mondo. Altre attrazioni sono il campionario di
felci, poi alberi secolari ed esotici, palmeti, nonché aree
libere come il giardino della meditazione con oggetti d'arte selezionati,
sculture indiane e marocchine.
Oltre il ponticello del Lago Malo
è collocata una statua di Ganesh, divinità indù
con la testa di elefante ai cui piedi ci sono sempre incensi accesi,
cibo e doni. Un giardino in cui si mescolano
ambienti diversi, ma dove l'obiettivo della naturalezza e dell'amore
paesaggistico e naturalistico diventa l'elemento unificante.
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