Orto Botanico Ghirardi

L’organizzazione dell’orto è sostanzialmente invariata dall’epoca dell’impianto. Quasi tutto il terreno, sistemato a prato, è circondato da lunghe aiuole in cui si trovano piante erbacee e piccole suffruticose. Due lunghe aiuole parallele attraversano tutto il terreno, circa a metà, venendo così a delimitare due grandi prati nei quali si trovano ulivi e mandorli, residuo dell’antica destinazione del terreno. Per quanto riguarda opere di tipo strutturale è stata aggiunta alle due serre esistenti una nuova serra allestita in parte per le specie esotiche, in parte mantenuta a serra fredda, per ricoverarvi durante l’inverno i Citrus e altre specie delicate.

Le specie allocate nelle aiuole non sono ordinate secondo criteri sistematici, fitogeografici o paesaggistici, ma lasciate là dove si trovavano in passato. Caratteristica dell’orto è una importante collezione di Digitalis, che si è in parte persa nel tempo e che attualmente è in fase di ricostruzione.
Per quanto riguarda le specie presenti, di notevole interesse storico-scientifico è la specie Camptotheca acuminata, i cui esemplari sono cresciuti dai primi semi importati in Italia per interessamento del professor Ghirardi stesso. I suoi principi attivi antitumorali sono attualmente in fase di avanzata sperimentazione. Altre specie con principi antitumorali importanti sono state importate in Italia e studiate dalla SIMES negli Anni Settanta, tra tutte Catharantus roseus (Apocynaceae).
Una parte del terreno viene tuttora mantenuta libera per la coltivazione di piante a scopo scientifico. Per arricchire l’orto sono stati attivati scambi con istituzioni analoghe e sono state inserite entità della flora lombarda e prealpina, allo scopo di accentuare il carattere didattico che l’orto assume, in relazione all’apertura al pubblico.

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