Il Giardino di Delizia

“Si possono alzare Alberi come Elce o Agrifoglio col levare i rami dal gambo fino all’altezza d’Uomo e poi unire li rami ad viso di spalliera per fare ombrello a chi stasse passeggiando, o sedendo per godere di quell’amenissima veduta, e da basso farei una siepe bassa di bosso o simil cosa, opure di rose…”: così Fabrizio Galliari nel 1760, impegnato nella fastosa decorazione a fresco del salone delle feste del grandioso palazzo dei conti Bettoni a Bogliaco, immaginava di poter realizzare il nuovo giardino a monte.

Un vero e proprio “progetto vegetale” venne però redatto solo alcuni anni più tardi, da attuare nella valletta del Varino, con specie arboree in maggioranza sempreverdi per rendere il monte “vagamente ornato”, e nel Brolo, a completamento della scalinata teatrale già parzialmente tracciata, con l’inserimento di costruzioni di verzura quali il labirinto, i parterres, il teatrino ed i giochi, seguendo i suggerimenti del famoso Filippo Spritz, primo giardiniere del duca di Parma.
La natura era concepita come uno spettacolo allestito attraverso elementi di diletto, fondali prospettici ed apparati effimeri che, in pieno periodo rococò, amante della teatralità in tutte le sue forme, erano considerati trattenimenti necessari in una vera villa di delizia.

L’elaborato progetto botanico non venne però portato a compimento; l’attenzione della committenza era tutta concentrata sulla realizzazione della magnifica prospettiva ideata dall’architetto fiorentino Amerigo Vincenzo Pierallini come “naturale” estensione del palazzo verso monte. Includendo magistralmente le preesistenti limonaie, una sequenza di scalinate, terrazzamenti, fontane e ninfei, statue e pinnacoli, in un dialogo continuo tra architettura, cioè artificio, e natura, raggiungono l’apice della collina dove, fulcro prospettico del giardino, un tempietto dedicato ad Apollo, avrebbe dovuto esaltarne la perfezione compositiva
Considerato già nel Settecento per la sua grandiosità e magnificenza come “la più bella cosa di tutta la Lombardia”, il giardino prospettico ha mantenuto inalterato nel tempo il suo impianto originario, entrando nel novero dei più importanti parchi storici europei.

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